
| mostre a modo VENERDI 16 MAGGIO 008, ore 19,00
Finestre una mostra di Simona Giova
dal 16 maggio al 7 giugno
inaugurazione alle ore 19,00 con accompagnamento musicale di Matteo Gabutti
Quello che mi affascina sono le superfici e le tracce degli oggetti quotidiani depositari del vissuto dell’uomo. I miei segni prendono vita dai pannelli di legno superstiti che cercano un nuovo equilibrio nella ricostruzione di un dialogo tra il segno e la forma. Il pannello, il gesso e lo smalto sono la forma e la materia. L’incisione è ciò che resta della mia azione. Che trasforma, dialoga e si fonde. La memoria dell'accadimento torna a rivivere nella registrazione dell’azione, come in un processo che riporta alla luce gli eventi creando un oggetto che racconta di qualcosa che è già stato.
Simona Giova è nata a Mantova nel 1977. Si diploma in architettura e arredamento all’Istituto d’Arte di Mantova, si è in seguito diplomata all’Accademia di Belle Arti di Bologna in decorazione. Durante gli studi ha rivolto il suo interesse sul segno e grazie alle tecniche apprese nei laboratori di incisione calcografica ha potuto affinare la sua ricerca. Nel 2001 vince il Premio Morandi per l’incisione. In seguito ricerca una propria tecnica espressiva estendendola a materie e supporti extrapittorici. Ha partecipato a varie mostre nel circuito artistico bolognese, attualmente espone tra Mantova Bologna e Milano in cerca di nuovi rapporti tra l’opera lo spazio e lo spettatore.
-Tra le mostre principali: Lo Specchio di Venere, Galleria Campo delle Fragole, Bologna 2000; In Stazione..,Stazione Ferroviaria di Bologna 2001; Be Essere,Spazio d’archeologia industriale, Brescia, 2001; Premio Moranti per l’Incisione, Museo Morandi, Bologna, 2001; Premio Giovani Biella per l’incisione,Biella 2002; Pioggia e Sole Lasciano il Tempo che Trovano, Torre Ferraresi, Ferrara, 2004 ; Cartoline, Circolo Arci Lineout, Mantova 2005; Alice in Highway, Rocca Estense, Modena, 2007; Paesaggi Urbani, CasbahClub, Mantova 2008; Tracce, LibenterCafè, Mantova.
Matteo Gabutti
Nato nella seconda metà del secolo scorso, emette i suoi primi vagiti con il clarinetto nella centenaria Filarmonica di Governolo. I suoi maestri di quel periodo sono i mitici fratelli "Galina" e "Ocarina" impareggiabili virtuosi e maghi dell'ancia. L'undicenne clarinettista viene cosÏ trasacinato nel vortice di romanze d'opera, sinfonie verdiane, overture wagneriane e crescendo rossiniani, dove riceve l'imprinting della melodia cantabile. Abbandonato il clarinetto e la banda, decide di passare al saxofono baritono. Fuori dal caldo abbraccio della filarmonica c'è tutto un mondo di suoni da sperimentare. Il suo primo incontro è con lo scrittore, poeta e musicista Andrea Bini con il quale realizza uno spettacolo per voce recitante e sax baritono. Da quel momento la sua vita musicale comincia a gravitare attorno al circolo Arci Casbah. In Casbah ha modo di incontrare musicisti provenienti dalle più diverse esperienze musicali. All'interno del Circolo, diviene anche organizzatore di concerti assieme al contrabbassista Diego Devincenzi grazie al quale entra a far parte della "Compagnia d'Arte Drummatica". Infaticabile sperimentatore lo troviamo in ogni situazione dove ci sia da emettre un suono improvvisato. |